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Biografia e personalità artistica
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Aurelia  (Zlata) Pusar è nata a Pola (Istria-Croazia) nel giugno 1948 e attualmente vive e svolge la propria attività artistica a Torino in corso Casale 46. Scrive di lei il critico Oberti:

"Mi è parso impossibile, fin dal primo lungo incontro con Aurelia Pusar, separare la donna con le sue suggestioni culturali dall'artista dalle mille risorse, dai mezzi espressivi arcaici e moderni, tumultuosi o embrionali. E' stato indubbiamente il suo naturale istinto a far sì che essa si dedicasse con estremo scrupolo e con appassionato impegno all'arte, alle fresche e sussultanti visioni paesaggistiche, alle figure e ai volti, alla immediatezza ideografica di determinati disegni. Sensibilissima interprete della natura e della vita è passata dal figurativo (non da sottovalutare i suoi primi lavori dove l'impasto materico ceramicato si cristallizzava in idealizzazioni formali) ad un post-espressionismo fino a giungere,con tecnica sottile o tumultuosa, ad una dimensione atemporale della vita e della realtà.
Capire le origini del suo stato emotivo, le sue indagini cromatiche,il suo mondo di visioni e di emozioni, l'acutezza del segno che come scrittura antica genera le composizioni, ha indubbiamente il valore di una scoperta, non guasta dalla stanca retroguardia o dalla noiosa (o insulsa) avanguardia. E i suoi dipinti, prevedibili o imprevedibili, sulle pareti appaiono frementi per l'energia che comunicano, leggo in essi l'impegno di un temperamento capace di entusiasmo sia nelle cosa più semplici  sia in quelle più complesse.
Giochi cromatici, elementi segnici, astrazioni scenograficamente dinamiche, accenti surrealistici non senza, nell?insieme qualcosa di esornativo e di orientaleggiante, si perdono nella realtà evanescente del sogno e diventano complicati grovigli di strutture iconiche primigenie. Va da sé, allora, come intorno ai vari soggetti si aprano immagini fenomeniche impensabili, come il ritmo dei contorni e l?incastro dei piani creino illusioni d?ogni sorta sulle superfici dipinte. Per cui l?implicazione di ricerca e di cultura appare sempre più evidente, la lucida intuizione e il calcolo appropriato dandosi la mano nella misura in cui le più diverse sollecitazioni, come colate laviche, si piegano al linguaggio artistico.
Il colore di Aurelia Pusar dà forma allo spazio inafferrabile, alla correlazione tra esso e le masse, alle rifrazioni luminose concorrenti a dare alle rappresentazioni i bagliori di antiche moschee e i riverberi solari di fiabesche cattedrali. Strutturate non solo in termini visivi ma in qualche modo psicologici, le visioni metamorfiche  staccandosi in un sussulto cromatico dalle dimensioni naturali diventano allora sintesi di linguaggio intellettuale e lirico, originale e profondo, due aspetti, questi ultimi, di una medesima sensibilità.
Gli arazzi dipinti, appartenenti alla sua ultima produzione, affrontano in modo iridescente il colore, il segno  e la scrittura. Il disegno, a grandi tratti, delinea sulla superficie un?armonia figurativa. E' questo il primo momento creativo seguito, per successivi accordi ricchi di componenti nate per incanto, da una "drammatizzazione" fantasiosa di punti dorati in rapida successione. Sono essi a creare, nel contesto del dipinto, elementi paragonabili alle incantevoli immagini orientali e alle antiche pitture indiane.
Segue la scelta di un colore di base, punto di partenza per richiamare i successivi da distribuire secondo la morbidezza del primo. E' una continua ricerca e il disegno in un ulteriore passaggio abbraccia tutto l'insieme del dipinto, si dispiega e descrive dando unità a tutto il contesto cromatico.
Infine, in un'ulteriore e ultima fase la creazione di una passamaneria adatta a "incorniciare" il complesso offre alle immagini la possibilità di presentarsi degnamente.
La prodigiosa tecnica di Aurelia Pusar le permette di creare magiche atmosfere, tutto un mondo di misteriose apparizioni, di enigmatici incontri. Il tutto ottenuto con compiutezza  formale e trasposizioni coloristiche scavando nel profondo della propria sensibilità, in un rapporto dialettico-poetico costantemente aperto alle dimensioni fantasticamente arabescate e ai segni viscerali-geometrici". 
Antonio Oberti, critico d'arte



da: "Fatti di casa nostra" - ILLUSTRAZIONE  ENEL -  n. 3, anno 1994

" [...] Infine ci soffermeremo su come i rapporti sociali e il modo con il quale questi vengono vissuti, oltre all'amore per l'arte, possono - è il caso di Aurelia Pusar - produrre una miscela  esplosiva capace di curare davvero qualsiasi male : un esempio per rammentare all'uomo pigro di combattere sempre senza mai mettere la parola fine alla speranza:
AURELIA PUSAR una "CRONISTA DELL'ANIMA".
"Dove c'è il dolore, là il suolo è sacro" . E' un pensiero di Oscar Wilde che Aurelia Pusar ci conferma ampiamente con la sua umana e artistica avventura.
"Dipingevo già da molto tempo - racconta Aurelia - ma la svolta nella mia carriera artistica, e non solo, l'ho avuta all'indomani di un gravissimo incidente a causa del quale entrai in coma per qualche tempo". Sempre nello stesso anno, il 1981, l'artista incontra anche il grande amore della sua vita, travolgente, terapeutico quanto la sua pittura , tanto forte da permetterle di uscire dal baratro nel quale era piombata. "Mi ha aiutato moltissimo - dice la pittrice - l'erba magica dell'arte in unione con quella dell'amore: una miscela esplosiva capace di curare qualsiasi male". In poco tempo Pusar dipinge una cinquantina di quadri  trasmettendo sulla sua tela le esperienze extrasensoriali avute durante lo stato comatoso, reali ma incorporee. "Sono passata da una pittura descrittiva a una simbolica, più intimista"."
I materiali con cui lavora questa "cronista dell'anima" sono molteplici: dal linoleum alla stagnola lavorata con il cotone, dal polistirolo al sughero, alla ceramica per poi passare ai papiri, ai tessuti, ai vetri. Protagonista, sempre, la vivace presenza dei colori che una ricerca costante di materiali e tecniche rende caleidoscopici nella sostanza e nell'effetto.

Maria Consolata Corti, giornalista e scrittrice
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Con i complimenti del Centro Europeo di Iniziative Culturali in Roma


Documentazione critica
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ISTITUTO NAZIONALE PER I BENI ARTISTICI E CULTURALI
VIAREGGIO, OTTOBRE 1991

Il Direttore Artistico:

Aurelia Pusar è un'artista particolarissima che produce arazzi, di grandi dimensioni, dipinti su stoffe, e spesso lavora anche sul vetro e sul papiro. Immediatamente possiamo dire che i caratteri più evidenti di quest'arte sono il decorativismo e un gusto tipicamente orientaleggiante. Diciamo però che il mezzo adottato dalla nostra autrice è solo un modo per distaccarsi dalla 'grande cultura' per poter lavorare in piena libertà e dare sfogo alla sua enorme immaginazione. I grandi protagonisti dell'arte della Pusar sono due: la sua fantasia, appunto, ed il colore. La stesura del colore sull'arazzo avviene attorno ad un disegno dai grandi tratti caratterizzato da una figurazione armoniosa. La Pusar poi inizia a colorare partendo da un colore base su cui poi richiamerà tutti i successivi distribuiti in rapporto con esso. Il risultato è tutto un mondo immaginario ricco di atmosfere magiche, surreali e misteriose, proprio da antico oriente. Un mondo puro ed innocente, ma non infantile, conscio piuttosto di ciò che è. Un mondo ricco di colori, di emozioni e di sensazioni; sicuramente atemporale ma tuttavia legato alle persone, alla loro fantasia. Un mondo ricco di comunicative, di una grande energia e voglia di fare e di trasmettere agli altri ciò che si prova dentro. Quella di Aurelia Pusar è un'avventura  cromatica tesa a cercare l'espressione del proprio io attraverso forme originali e prive di ogni intellettualismo:

PRIMO PREMIO NAZIONALE
   "ARTISTI FAMOSI NEL MONDO" ''
I GRANDI MAESTRI DEL XX SECOLO
Conferito
A TESTIMONIANZA DELLA INESAURIBILE RICCHEZZA
DELLE SUE RAPPRESENTAZIONI
E DELLA VASTITA' DEI SUOI INTERESSI
VOLTI ALLA REALIZZAZIONE DI UN'ESPRESSIONE 
PORTATA AI MASSIMI VERTICI
NELL'AMBITO DELLA CULTURA ARTISTICA
NAZIONALE ED INTERNAZIONALE
DETERMINANDO UNA NUOVA BASE STORICO-CRITICA-ARTISTICA
NELLA STORIA DELL?ARTE CONTEMPORANEA

al Maestro
A u r e l i a   P u s a r




"[...] Un variare tra figurativo e informale, figurativo perché in certi quadri sono evidenti volti, paesaggi, strutture architettoniche, figure in movimento, oggetti: informale in quanto spesso la Pusar si affida al solo colore per una partecipazione attiva ed esiti da indovinare. Un'enfasi filosofica, una intenzione di forme, tante ipotesi da inserire nella realtà, questo vuol dire l?artista di Pola, quasi un'avventura cromatica tesa a cercare armonie e rigorosità da fondere perché nascano sempre rinnovati eventi".

 Vittorio Bottino, critico d'arte

"[...]  Molto, direi, della sua arte, è frutto della comunicazione sensitiva, si connota con le pulsioni inconsce, ma non affermeremmo nulla se non cogliessimo, nei risultati  sempre più rilevanti, il dominante impulso alla decorazione. Aurelia Pusar non si è mai chiusa nel 'quadro' come in  un genere autosufficiente e risolutivo, ma ha conquistato, con non poca fatica e assillo di ricerca nei materiali, la possibilità di esprimersi con supporti e formati che appagassero il gusto della decorazione. Oggi produce arazzi dipinti su stoffe di grandi dimensioni, ma l?attira il vetro e il papiro, dove i suoi disegni a china prendono nome di 'messaggi'. Non vi è dubbio che il supporto assuma già valore di preambolo all?espressione, ma le sue preziose stoffe dipinti hanno il privilegio d?impegnarla prima e sopra tutto. Qui la Pusar non trova limitazioni di misure e d?invenzione e qui, più che nei quadri, possiamo osservare la genesi della sua arte che, se è vero che non ha nulla d'intellettualistico, non è soltanto il frutto policromo dello spontaneismo. La pittrice sente la decorazione, proviamo a dire quale! Intanto vi è il gusto orientale, sicuramente innato, della filigrana del ricamo della tessitura col colore, ma fuori o in contrasto con l?artificio artigianale. Il suo piccolo miracolo è l?innocenza dello sviluppo fantastico, che si fa mediante una fitta assonanza di proposizioni astratte, Paragonabili agli sviluppi musicali nella composizione. Impressiona, ovviamente, l'impegno, il duro lavoro che legano Aurelia Pusar ai vasti arazzi. 

Armando Capri, critico d'arte

"[...]  Una eccezionale sensibilità accoppiata ad  una intelligenza pronta ed indagatrice capace di captare e fissare in uno spirito straordinariamente attivo ogni segno di esperienze presenti, passate e future (quelle che presagisce), fanno di Aurelia Pusar una pittrice del tutto fuori serie, che ognora, traduce attenta e precisa, il suo mondo interiore iridescente e raffinato, con l'ansia connaturata di sempre superarsi. Le sue composizioni pittoriche sono veri  tappeti, magistralmente composti di fili di ogni colore, echeggianti  atmosfere esotiche, affiorate in lei dal mistero vibrante e colorato del suo creativo talento pittorico". 

Dott. H.C. Maria Negri Ved. Veroni, 
premio della cultura della Presidenza del Consiglio


"[...]  La sua eccezionale inventiva sconfina in una personalissima gestualità, espressione viva della sua creatività, quando i colori si dispongono con ritmo cromatico in armonia, quando, con imperiosa forza cromatica, e a volte aggressivi, segni e colori si dispongono in dissonanze".
 Maria Santoro, critico d'arte

"[...]  Ha affrontato il non facile tema della figura, dei nudi, abbiamo visto sue opere dove animali apparivano con tutta la loro naturale istintività, e tanto paesaggio amatissimo, reso nella sua essenzialità strutturale. Ma per ciascuno di questi temi l?approdo più importante è sicuramente stato il colore.  [...] E dall'insieme cromatico emerge l'essenza della realtà evocata, non per compiacenza descrittiva, bensì a rafforzamento di un discorso che tende a conquistare la sua identità di emozioni ed immagini".

 Umberto Zaccaria, critico d'arte

"[...]  L'iniettare un certo misterioso propellente nella materia, farlo esplodere e dare ai detriti prodotti la sensazione di una fuga senza fine pare sia già facoltà esclusiva di Aurelia Pusar. Una volta dematerializzate persone e cose l'artista svela coi suoi colori tracce di spirito primordiale a dimostrazione delle nostre comuni  origini". 

Ugo Zappavigna, critico d'arte
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